Gruaro tra luoghi di culto, miracoli e paesaggi fluviali

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Gruaro: il paese del miracolo della tovaglia

Gruaro è un paesino noto ai più per il miracolo della tovaglia, un fatto accaduto in epoca medioevale. 

Si narra che nel 1294 una donna che stava lavando una tovaglia proveniente dall’altare della Chiesa di San Giusto notò delle macchie di sangue. Queste provenivano da un’ostia consacrata rimasta tra le pieghe del tessuto. In preda alla meraviglia la donna andò subito dal parroco che avvertì il vescovo che a sua volta parlò di miracolo.

A seguito di una disputa tra Gruaro e Concordia sulla destinazione della reliquia, intervennero i Conti di Valvasone che nel 1330 ne ottennero la custodia dalla Santa Sede a patto che venisse costruita per lo scopo una nuova grande chiesa.

A Gruaro viene conservato solo il lavatoio cornice del miracolo e merita ricordo che “l’astio con Valvasone” è stato superato solo nel 1967 grazie alla partecipazione dei gruaresi alla Festa della Sacra Tovaglia celebrata nel paese rivale.

Monumento miracolo della tovaglia – Gruaro

Dove si trova Gruaro?

Si tratta del comune più piccolo del portogruarese dopo Teglio Veneto; è situato nella parte nordorientale della provincia, al confine con il Friuli, in un’area complessivamente pianeggiante attraversata da numerosi corsi d’acqua. 

Il suo nome ha un’origine celtica “Gruarius”, infatti, significa guardiano dei boschi e vanta numerose attrazioni naturali, una vita culturale attiva e storie e leggende folcloristiche. 

La storia di Gruaro 

Grazie a recenti ritrovamenti archeologici si ritiene che un centro abitato fosse esistente già in età romana nell’area di Concordia. Nel medioevo Gruaro è soggetta al patriarcato di Aquileia, legato all’abbazia benedettina di Sesto al Reghena che, in un’ottica di difesa rispetto alle invasioni degli Ungari, costruisce un maniero ad oggi scomparso, ma menzionato a livello visivo nell’affresco di S. Giusto grazie ad una torre merlata guelfa significativa della presenza di un castello difensivo.

Papa Lucio III, nella bolla 13 del 1182, proclama Gruaro, Bagnara, Boldara e Giai feudi dell’abbazia di Sesto, anche se la diocesi di Concordia ne mantiene la giurisdizione spirituale. All’inizio del XIV secolo la famiglia Attimis (abitante del Castello) abbandona le proprietà nel comune, ne conseguono anni tranquilli per la comunità. Dal 1420 al 1797 la Repubblica di S. Marco tiene in mano queste terre fino all’arrivo di Napoleone.

Dal 1806 al 1813 il territorio di Gruaro viene governato da una susseguirsi di distretti per poi, nel 1816 diventare comune del Regno Lombardo-Veneto (1816).

Cosa vedere a Gruaro

In primo luogo merita una visita la chiesa di San Giusto, risalente al XV secolo, anche se ci sono prove della sua esistenza già nel 1183. 

L’edificio è intitolato a San Giusto, un fatto unico nella diocesi di Concordia forse dato dallo strettissimo e molto antico legame con la chiesa aquileiese. Il 1513 è l’anno che ha visto il completamento della struttura che risulta costruito sui resti di una primitiva chiesa, in un arco di tempo tra 1482 e appunto il 1513. La Chiesa presenta una facciata a capanna, rosone centrale, cornice in cotto con archetti intrecciati, portale e lunetta. Gli affreschi esterni rappresentano S. Giusto martire e S. Cristoforo, realizzati dalla cerchia del pittore Pomponio Amalteo.

L’interno è caratterizzato da una lunga navata, un tetto a capriate e due cappelle laterali novecentesche dedicate a S. Antonio da Padova e, quella di destra, alla Madonna della Salute. Innumerevoli sono gli affreschi da ammirare.

Chiesa di S. Giusto – Gruaro

La Chiesa di S.Tommaso a Bagnara

Anche la Chiesa di S.Tommaso a Bagnara, merita una visita, si tratta infatti di una delle più

belle chiese del ‘400 esistenti in zona dove lo stile predominante è il romanico.

La zona è disseminata di tabernacoli, chiesette campestri edificate in tempi lontani e piccoli oratori che animano con le loro architetture il territorio circostante.

Chiesa S.Tommaso – Bagnara di Gruaro

I Mulini

E poi ci sono i molti Mulini della zona: il Mulino Ex Segalotti – Cordovado, quello di Bagnara, quello di Gruaro e di Boldara e infine il Mulino della Sega di Cinto Caomaggiore.

Anche il fascino della natura circostante invoglia alla scoperta: parliamo del percorso naturalistico ciclopedonale denominato “Giralemene” e simbolo della vocazione da parte degli abitanti del luogo a valorizzare il paesaggio fluviale del corso d’acqua più importante, il Lemene. Si tratta di un progetto intercomunale sviluppato grazie alla collaborazione dei comuni di Gruaro, Portogruaro, Concordia Sagittaria e Caorle. Il percorso collega la località balneare con i mulini di Stalis, successivamente si riconnette con il sistema ciclopedonale friulano e l’antica strada che collegava Cordovado all’abbazia di Sesto al Reghena.

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